Brindisi Meets New York
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Domenico Mennitti
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IL PROGETTO WATERFRONT

La prima vera sfida di Brindisi è di riappropriarsi del fronte del mare. Negli anni il fronte urbano sul mare si è andato sempre più riducendo, stretto tra il varco doganale del seno di Levante da un lato e le installazioni militari che a partire dal 1908, con la trasformazione del castello svevoangioino da colonia penale in caserma della Marina militare, hanno occupato tutte le aree del settore meridionale del seno di Ponente.

In totale, su 7.450 metri di fronte marittimo sul porto interno, 4310 metri sono occupati da installazioni militari o recintati da varchi doganali o altre recinzioni, vale a dire che quasi il 60 per cento del lungomare è vietato all'uso civico. Se a questo aggiungiamo le aree di pertinenza immediatamente a ridosso occupate a vario titolo dalla Marina militare, da enti statali (Polizia, Finanza, eccetera) o da enti portuali, intendiamo il paradosso di una città bloccata nel suo sviluppo più naturale. La riappropriazione di questi spazi avverrà ricucendo il rapporto con la città attraverso un "fronte marittimo cittadino" che prosegue quello esistente dando ordine al rapporto con il mare.

In primo luogo, pertanto, vi è la necessità di una riforma urbanistica nell'area portuale attraverso l'introduzione di spazi liberi civici ed attività convenzionali (residenze, commercio, servizi) e la crea-zione di un circuito viario unico, liberando il tessuto urbano dalle funzioni obsolete o non compatibili con lo sviluppo della città. La riforma va poi estesa ad alcuni punti strategici della città attraverso il successivo riordino del sistema viario generale e dei parcheggi nel centro storico e negli accessi alla città, ottimizzando la stazione ferroviaria e le zone limitrofe.

Il secondo livello di trasformazione riguarda la crescita armonica della città. La presenza di un notevole parco immobiliario disponibile, nel centro e in periferia, non deve far pensare ad una offerta superiore alla domanda, in quando l'aumento dei prezzi di vendita delle residenze e la continua domanda indurrebbero a ragionamenti del tutto differenti.

Il fattore discriminante sembra quindi risiedere nella qualità dell'offerta: standard abitativi medioalti, dotazione di servizi, parcheggi, eccetera, elementi che l'attuale mercato immobiliare stenta a trovare. Tale ricerca spesso conduce a spostarsi in periferia o nelle città limitrofe, con evidenti problemi di mobilità e di qualità sociale urbana. L'apertura degli spazi attualmente occupati dalla Marina militare e dall'Autorità portuale libererebbe oltre 40 ettari per l'ampliazione della città con prospettive di sviluppo davvero entusiasmanti.